Nel 1975, al momento dell'indipendenza dal Portogallo, il Mozambico eredita un sistema scolastico carente: l'educazione coloniale è stata marcata da barriere razziali e l'accesso all'educazione è stato negato a gran parte della popolazione. Gli analfabeti sono oltre il 90% della popolazione. Nel 1973 gli studenti africani all'università sono solamente 40 su un totale di 9 milioni.
Scuola di Boane (Pr. di Maputo)
Le autorità coloniali vedevano infatti con diffidenza la scolarizzazione della popolazione nera perché ciò avrebbe potuto far sorgere fermenti di rivolta ed era inoltre considerato pericoloso fornire delle qualifiche tali da entrare in concorrenza con gli europei. Solo negli anni Cinquanta il sistema educativo si rivolge agli indigeni, sia pure in misura ridotta.
Scuola di Tica (Pr. di Sofala)
Nel 1983 viene avviata la riforma del sistema educativo, legato alle prospettive di sviluppo sociale ed conomico elaborate dal nuovo governo. La riforma prevede l’introduzione graduale della scolarizzazione obbligatoria per i bambini in età scolare, considera prioritario l’insegnamento tecnico e l’alfabetizzazione degli adulti.
Scuola di Moamba (Pr. Maputo)
La riforma fallisce a causa della guerra civile, iniziata nel 1983 e terminata nel 1992. Vengono chiuse oltre 1.900 scuole, corrispondenti al 70% della rete scolastica. Solo dopo la firma dell’accordo di pace, avvenuta nel 1992, inizia il processo di ricostruzione delle infrastrutture sociali distrutte.Oggi, nonostante la ricostruzione e gli aiuti internazionali, la maggior parte della popolazione è ancora analfabeta.
Scuola di Dondo (Pr. di Sofala)
Il sistema educativo primario si divide in istruzione primaria di 1° grado (6-10 anni), di 2° grado (11-12 anni) e istruzione secondaria, a sua volta distinta in istruzione superiore generale di 1° grado (13-15 anni), di 2° grado (16-17 anni) e istruzione tecnico-professionale (con indirizzi agrario, commerciale e industriale, geologia e miniere). Nonostante l’educazione sia obbligatoria, oggi in Mozambico circa la metà dei bambini non frequenta la scuola.
Scuola di Nhamatanda (Pr. di Sofala)
Lo scarso accesso dei bambini all'istruzione è principalmente dovuto, oltre all'insufficiente numero di scuole, all'impossibilità delle famiglie di sostenere i costi del materiale scolastico, alla necessità per molti bambini di lavorare per guadagnarsi da vivere, ai matrimoni precoci che impediscono alle bambine di continuare gli studi.
Scuola di Manga (Pr. di Sofala)
Nonostante i progressi degli ultimi anni, le donne continuano ad essere discriminate, in particolare nelle zone rurali dove più forti sono le tradizioni. Un ulteriore problema è la lingua impiegata nelle scuole: poche donne che abitano nelle zone rurali conoscono il portoghese, la lingua ufficiale del Mozambico.
Scuola di Manga (Pr. di Sofala)
Andare a scuola non significa "soltanto" imparare a leggere e scrivere. L'accesso all'istruzione di base innesta difatti un circolo virtuoso che produce i suoi effetti di generazione in generazione. L'istruzione aumenta le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e con essa la possibilità di avere un reddito migliore rispetto a quello delle persone non scolarizzate.
Scuola di Salina (Pr. di Maputo)
Le bambine e le ragazze che frequentano la scuola hanno più probabilità di raggiungere l'autosufficienza economica da adulte e sanno difendere i propri diritti nel lavoro e in famiglia. Le statistiche dimostrano inoltre che hanno meno gravidanze e sanno nutrire e prendersi cura dei figli in modo più equilibrato.
Scuola di Salina - Residenza del maestro
Gli insegnanti sono insufficienti e impreparati. Molti insegnano in due turni con classi che raggiungono anche i 70/80 alunni. Percepiscono stipendi non rapportati al costo della vita e spesso vengono trasferiti in località rurali senza la possibilità di portare con sé la famiglia.
Scuola di Mopeia (Pr. della Zambezia)
L’epidemia dell’Aids in Mozambico sta colpendo anche il settore educativo causando cambiamenti demografici, sociali ed economici che si manifestano nella riduzione di nuove iscrizioni scolastiche, negli abbandoni, nella percentuale di alunni ripetenti e nell’elevato numero di orfani.
Scuola di Nicoadala (Pr. della Zambezia)
Man mano che gli effetti dell’epidemia aumentano, diminuisce la possibilità da parte delle famiglie di inviare i figli a scuola mentre il settore educativo non è in grado di compiere le proprie funzioni. Il livello di formazione scolastica, attualmente già molto precario, sta scendendo sensibilmente per la diminuzione degli insegnanti, il cui numero risulta già oggi insufficiente.
Scuola di Ngolhosa (Pr. di Maputo)
Nel periodo 2005 - 2010 si calcola che l’epidemia provocherà la diminuzione del 17% del personale dell’educazione. La mortalità nel settore educativo colpirà 3.500 insegnanti oltre a diverse centinaia di quadri. Perché il sistema educativo mantenga gli attuali livelli di accesso e qualità, sarà necessario sostituire insegnanti e quadri intermedi.
Scuola di Massumbuluco (Pr. di Maputo)
L’incidenza dell’Aids colpisce le famiglie e le comunità ed in queste circostanze sono soprattutto le femmine che vengono forzate ad abbandonare la scuola per prendersi cura dei familiari ammalati o sostituire i familiari che non sono più in grado di coltivare la terra, aggravando così la disuguaglianza sociale.
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