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Il contesto
Nonostante la crescita economica degli ultimi anni, il Mozambico continua ad avere elevati livelli di povertà, con oltre la metà della popolazione che vive con poco più di un euro al giorno.
Le aree periferiche della capitale, Maputo, in cui si svolge l’intervento, presentano un’elevata densità abitativa, impossibilità alla rimozione dei rifiuti, elevato indice di malattie dovute alla situazione sanitaria e al degrado ambientale. I servizi sanitari raggiungono il 55% della popolazione; la carenza di acqua potabile, le infrastrutture povere o inesistenti e la raccolta discontinua dei rifiuti favoriscono la diffusione delle epidemie. L’economia familiare si basa su ciò che le madri riescono a commerciare nei mercati locali, costringendo spesso i loro figli a seguirle in luoghi privi di igiene.
Le principali cause di morte tra i bambini sono la malaria, le infezioni respiratorie e il morbillo. L'estrema povertà è legata anche all’Aids: secondo recenti stime il numero dei bambini orfani a causa dell’epidemia, vittime anche della malnutrizione che influisce sulla loro crescita fisica ed intellettuale, è di oltre 500 mila su un totale complessivo di circa 1,4 milioni. Per quanto riguarda il settore scolastico, gli sforzi compiuti dal governo non sono stati ancora in grado di sanare la mancanza di strutture didattiche e di personale. La frequenza scolastica si riduce dopo il quinto anno di studi mentre la qualità dell'istruzione è bassa a causa dell'impreparazione degli insegnanti.
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