Un legame di solidarietà - Mani Unite
Per adottare a distanza un bambino affidati all’esperienza di chi da oltre vent’anni si occupa di sostegno ai bambini africani e di adozioni a distanza.

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Un legame di solidarietà

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In contatto con un mondo lontano

Grazie all’adozione a distanza possiamo entrare in contatto con la realtà di un mondo lontano non solo per i chilometri che ci separano dal bambino che stiamo sostenendo, ma anche per la diversità della cultura del suo mondo rispetto a quello in cui noi viviamo. A tale scopo sono significative le lettere e lo scambio di corrispondenza diviene uno strumento di reciproca conoscenza. Ci rendiamo conto di situazioni che non avremmo mai potuto conoscere attraverso i normali canali di informazione. Entriamo in contatto con una cultura diversa. L'adozione a distanza pertanto ci permette di conoscere un mondo diverso e di incamminarci sulla strada del dialogo interculturale e dell'amicizia tra i popoli. Questa forma di solidarietà ha la capacità di cambiarci, permettendo di eliminare pregiudizi sbagliati e conoscenze approssimative. È riavvicinamento tra popolazioni molto lontane tra loro per diversità culturale.Anche il sostenitore è coinvolto in un percorso di crescita, sul proprio posto di lavoro o all’interno di una scuola. È sollecitato ad aprirsi all’accoglienza dell’altro e alla valorizzazione della sua diversità. L’arrivo di bambini stranieri nelle nostre scuole o la presenza di lavoratori extracomunitari ci pone ogni giorno di fronte a situazioni di reciproco confronto e queste esperienze ci arricchiscono, ed ecco quindi che l’adozione a distanza contribuisce a farci intraprendere percorsi di integrazione con persone straniere e ci può aiutare a porre le basi per un futuro reale di dialogo.


Ma perché aiutare chi è molto lontano da noi e probabilmente non conosceremo mai?

Non possiamo far finta di niente se, dall’altra parte del mondo, succede qualche disastro o se una popolazione sta vivendo in povertà, perché siamo tutti coinvolti da quello che accade sul pianeta. Dobbiamo lavorare tutti nella stessa direzione se vogliamo salvaguardarci da catastrofi ecologiche o sollevare il destino di milioni di abitanti. Se il nord del mondo vive agiatamente consumando i 2/3 del petrolio estratto sul globo, è anche grazie alle popolazioni del sud che vivono con meno di un dollaro al giorno.
L’adozione a distanza diventa allora una "goccia di bene" che, insieme a molte altre, alimenta il mare della solidarietà e cerca di contribuire al divario tra Sud e Nord. Qualcuno dirà che la distanza è troppo estesa per essere colmata, ma questa significa escludere che lo sforzo del singolo rappresenti una preziosa risorsa per far cambiare le cose. L’adozione a distanza agisce secondo una logica contraria ai “grandi sistemi” e considera di primaria importanza anche il piccolo gesto di sostegno dato ad un’unica persona. L’obiettivo che ci si pone è: “Agire nel piccolo per vedere grandi risultati”.
Dobbiamo sempre tenere presente che non siamo i soli ad abitare la terra, che vi sono persone meno fortunate di noi e che abbiamo il dovere di fare qualcosa. Tutto questo può trovare un suo primo compimento nell’adozione a distanza che può diventare uno dei tanti passi che ci possono aiutare a tenere la presenza dell’altro sempre viva e reale nella nostra.


Un caffè al giorno


Pensiamo al fatto che per aderire ad un progetto di adozione a distanza è sufficiente il costo di un caffè al giorno, oppure pensiamo alle spese inutili che la fretta e il condizionamento pubblicitario ci inducono.  L’adozione a distanza apre la strada ad una maggiore consapevolezza e ci invita a rivedere tante piccole scelte che, nel loro insieme, determinano uno stile di vita e portano ad acquisire una mentalità contraria agli sprechi. Una pizza in meno, un caffè in meno… sono tanti gli esempi di gesti non eclatanti e che non fanno rumore ma che lasciano il segno in noi e in chi aiutiamo, ma è importante che chi aderisce all’adozione a distanza sia consapevole che il minore aiutato non diventi l’altro “nostro figlio verso cui sviluppare vincoli emotivi.
Il minore sostenitore a dist
anza non è un privilegiato da ricoprire con attenzioni e regali speciali. Dobbiamo ricordare che è il “rappresentante” della sua comunità e che il bene fatto a lui si riversa sull'intera comunità in cui vive o addirittura nel suo Paese. Nel nostro gesto deve esservi la dimensione del dono e della condivisione nel rispetto di chi aiutiamo.

L’adozione a distanza può davvero diventare un aiuto per chi vive nel Terzo Mondo ma, nello stesso tempo, è un innovativo percorso di educazione per il primo Mondo: solo così si può aprire il futuro alle prospettive di cambiamento.
 
Dal libro di Serena Gaiani “Il trenino della solidarietà"


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