In contatto con un mondo lontano - Mani Unite Onlus

Un mondo lontano



In contatto con un mondo lontano

 

 

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Grazie all’adozione a distanza (o sostegno a distanza) possiamo entrare in contatto con la realtà di un mondo lontano non solo per la distanza che ci separa dal bambino che stiamo sostenendo, ma anche per la diversità della cultura del suo mondo rispetto a quello in cui noi viviamo.

A tale scopo sono significative le lettere e lo scambio di corrispondenza diviene uno strumento di reciproca conoscenza. Ci rendiamo conto di situazioni che non avremmo mai potuto conoscere attraverso i normali canali di informazione. Entriamo in contatto con una cultura diversa. L'adozione a distanza pertanto ci permette di conoscere un mondo diverso e di incamminarci sulla strada del dialogo interculturale e dell'amicizia tra i popoli.
Questa forma di solidarietà ha la capacità di cambiarci, permettendo di eliminare pregiudizi sbagliati e conoscenze approssimative. È riavvicinamento tra popolazioni molto lontane tra loro per diversità culturale.
Anche il sostenitore è coinvolto in un percorso di crescita, sul proprio posto di lavoro o all’interno di una scuola. È sollecitato ad aprirsi all’accoglienza dell’altro e alla valorizzazione della sua diversità
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Perché aiutare chi è molto lontano da noi?

 

 

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Non possiamo far finta di niente se, dall’altra parte del mondo, succede qualche disastro o se una popolazione sta vivendo in povertà, perché siamo tutti coinvolti da quello che accade sul pianeta. Dobbiamo lavorare tutti nella stessa direzione se vogliamo salvaguardarci da catastrofi ecologiche o sollevare il destino di milioni di abitanti. Se il nord del mondo vive agiatamente consumando i 2/3 del petrolio estratto sul globo, è anche grazie alle popolazioni del sud che vivono con meno di un dollaro al giorno.
 
Il sostegno a distanza diventa allora una "goccia di bene" che, insieme a molte altre, alimenta il mare della solidarietà e cerca di contribuire al divario tra Sud e Nord. Qualcuno dirà che la distanza è troppo estesa per essere colmata, ma questo significa escludere che lo sforzo del singolo rappresenti una preziosa risorsa per far cambiare le cose. Il sostegno a distanza agisce secondo una logica contraria ai “grandi sistemi” e considera di primaria importanza anche il piccolo gesto di sostegno dato ad un’unica persona.
L’obiettivo che ci si pone è: “Agire nel piccolo per vedere grandi risultati”.

Dobbiamo sempre tenere presente che non siamo i soli ad abitare la terra, che vi sono persone meno fortunate di noi e che abbiamo il dovere di fare qualcosa. Tutto questo può trovare un suo primo compimento nell’adozione a distanza che può diventare uno dei tanti passi che ci possono aiutare a tenere la presenza dell’altro sempre viva e reale.
 

Meno di un caffè al giorno

 

 

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Pensiamo al fatto che per aderire ad un progetto di sostegno a distanza costa meno di un caffè al giorno, oppure pensiamo alle spese inutili che la fretta e il condizionamento pubblicitario ci inducono. 
Il sostegno a distanza apre la strada ad una maggiore consapevolezza e ci invita a rivedere tante piccole scelte che, nel loro insieme, determinano uno stile di vita e portano ad acquisire una mentalità contraria agli sprechi. Una pizza in meno, un caffè in meno… sono tanti gli esempi di gesti non eclatanti e che non fanno rumore ma che lasciano il segno in noi e in chi aiutiamo.
E' anche importante che il sostenitore tenga conto che il minore aiutato non diventa l’altro “nostro figlio verso cui sviluppare vincoli emotivi. Il bambino sostenuto a distanza non è un privilegiato da ricoprire con attenzioni e regali speciali, ma è il “rappresentante” della sua comunità e che il bene fatto a lui si riversa sull'intera comunità in cui vive. Nel nostro gesto deve esservi la dimensione del dono e della condivisione nel rispetto di chi aiutiamo.

L’adozione a distanza può davvero diventare un aiuto per chi vive nel Terzo Mondo ma, nello stesso tempo, è un innovativo percorso di educazione per il primo Mondo: solo così si può aprire il futuro alle prospettive di cambiamento
 
 
Dal libro di Serena Gaiani “Il trenino della solidarietà"
 
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