Ana Nelida

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Mi chiamo Ana Nelida ma tutti mi chiamano Aninha. Vivo nel quartiere di Liqueleva, nella città di Matola, situata ad alcune decine di chilometri da Maputo, la capitale del mio Paese. Le inondazioni degli scorsi anni hanno spinto qui molte persone e sono sorte nuove abitazioni, la maggior parte di paglia, dove prima non esistevano che campi

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Questa è la casa in cui abito con i miei figli. L’abbiamo costruita tre anni fa con mio marito. Prima vivevamo in un piccolo villaggio della provincia di Gaza ma la siccità  ci ha spinto a venire qui. Non si riusciva a coltivare nulla, molte persone hanno abbandonato i campi per trasferirsi in città. Mio marito ha trovato lavoro come minatore in Sudafrica, e viene a trovarci due volte all’anno.

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 Non abbiamo acqua nella nostra casa e due volte al giorno, al mattino e al pomeriggio, vado alla fontana. Per fortuna non è lontana ed a volte mando i miei figli. Dove vivevamo prima raccogliere l’acqua era faticoso. Tutti i giorni dovevo fare quasi un chilometro per raggiungere il pozzo e tornare a casa con una tanica di 20 litri. Poi la siccità, oltre ad aver seccato il raccolto, ha prosciugato il pozzo. 

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 Ho insegnato ai miei figli ad avere un'accurata igiene e lavarsi regolarmente i denti. Utilizziamo un solo bicchiere d’acqua per poterla risparmiare il più possibile. Con l’acqua dobbiamo poi lavarci, preparare i pasti, pulire le pentole. Quella che utilizziamo per bere, la faccio bollire. Molte malattie che esistono qui sono provocate dall'acqua non bollita. 

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 In quest’angolo preparo i pasti. Ora sto versando l’acqua per cucinare in un piccolo fornello a carbone. Quasi tutti qui utilizzano il carbone per cucinare ma il prezzo sta aumentando. Un tempo comperavo un sacco di carbone per 40 Mtc (circa 1 euro) ma oggi un sacco costa 180 Mtc (quasi 5 euro). Sta aumentando tutto e la vita è sempre più difficile.

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 Mangiamo quasi sempre all’aperto. Solo quando piove o c’è molto vento apparecchiamo dentro casa. Fuori è più fresco e c’è più spazio. Mangiamo polenta, pesce secco, mandioca, fagioli. Mio marito mi manda lo stipendio da minatore, ma non basta. Qui il costo della vita è sempre più caro. Qualche volta riusciamo a comperare una gallina e allora è una festa.

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A volte rimpiango il villaggio che ho lasciato ma non era possibile rimanere. La terra era divenuta arida e non si poteva coltivare nulla. Certo che laggiù la vita era diversa, più tranquilla. Coltivavamo mais, mandioca e fagioli. Nelle annate buone potevamo venderne una parte. Avevamo delle galline e qualche capra. Qui la vita è diversa, più difficile e più cara.

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 Horacio mi aiuta spesso nei lavori di casa. Va a prendere l'acqua, spazza il cortile, lava le stoviglie. Frequenta la 5° classe e studia con profitto. Poco tempo fa ha avuto la malaria ma ora è guarito. Al pomeriggio gioca con gli amici o mi aiuta a prendere l’acqua o a preparare la cena. Qui sta schiacciando gli arachidi e le foglie di mandioca.

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Nella pentola ho messo a bollire dei fagioli che poi mescolo con gli arachidi e la mandica. In genere saltiamo il pranzo di mezzogiorno ma siamo abituati. Al mattino beviamo una tazza di tè e mangiamo del pane con burro di arachidi. Poco lontano da noi vi sono molti alberi di mango. Quando maturano vado sempre a raccoglierne.

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 Ci corichiamo quando fa buio. Abbiamo chiesto di avere la corrente elettrica, ma hanno risposto che non possono fornirla perchè la nostra casa è di paglia e potrebbe essere pericoloso. Però un nostro vicino ci ha permesso di collegare un filo alla sua abitazione a possiamo accendere una lampadina o utilizzare un ventilatore quando è troppo caldo. Prima di addormentarci ci raccontiamo gli avvenimenti della giornata.

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