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Il Covid-19 annulla i progressi

Un rapporto delle Nazioni Unite rivela che il COVID-19 sta annullando decenni di progressi in materia di povertà, sanità e istruzione

La pandemia ha avuto effetti devastanti sui più vulnerabili, aggravando ulteriormente le loro condizioni. L’impegno preso a livello globale per migliorare la qualità di vita delle persone entro il 2030 attraverso il raggiungimento dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) è ostacolato dal Covid-19 che ha colpito la parte più povera e vulnerabile del mondo. Questo è quanto è emerso dal nuovo rapporto rilasciato oggi dal Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali.



Stando al Rapporto 2020 sugli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, il mondo ha fatto dei progressi migliorando la salute materna e infantile, estendendo l’accesso all’elettricità, e accrescendo la rappresentanza femminile al governo. Tuttavia, questi passi in avanti sono stati controbilanciati da una crescente insicurezza alimentare, dal deterioramento dell’ambiente naturale e da persistenti e pervasive disuguaglianze.

La pandemia causata dal COVID-19 si è trasformata nella peggior crisi umanitaria ed economica dei nostri tempi, diffondendosi in tutti i Paesi.


Il Segretario Generale dell'Onu ha riferito che “Come gli Stati Membri hanno riconosciuto al SDG Summit, gli sforzi globali fatti finora sono stati insufficienti a condurre il cambiamento di cui abbiamo bisogno, e ciò mette a rischio la promessa dell’Agenda alle generazioni presenti e future. Ora, a causa del COVID-19, una crisi sanitaria, economica e sociale senza precedenti sta minacciando vite umane e mezzi di sussistenza, rendendo ancora più accidentato il cammino per il raggiungimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile”.

Il Segretario Generale ha sottolineato che il COVID-19 non ha avuto le stesse ripercussioni per tutti. “Sebbene il nuovo coronavirus colpisca qualsiasi soggetto e comunità, la sua azione non è identica. Al contrario, ha esposto ed esacerbato ancor più le disuguaglianze e le ingiustizie preesistenti”.



A partire dai dati e dalle stime più recenti, la relazione sul progresso nei 17 Obiettivi, evidenzia che i soggetti maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia di COVID-19 sono i più poveri e i più vulnerabili: tra di essi rientrano bambini, anziani, persone con disabilità, migranti e rifugiati. Anche le donne stanno soffrendo in misura maggiore l’impatto della pandemia.

Principali conclusioni:

Si stima che, nel 2021, oltre 100 milioni di persone precipiteranno nella povertà estrema; si tratterebbe del primo aumento della povertà globale dal 1998. I mancati redditi, la limitata protezione sociale e l’aumento dei prezzi sono indice del fatto che anche coloro che precedentemente si consideravano al sicuro potrebbero trovarsi a rischio povertà e fame.

La sottoccupazione e la disoccupazione, generate dalla crisi, rivelano che potrebbero esserne colpiti in misura significativa circa 1,6 miliardi di lavoratori già vulnerabili nell’economia informale – metà della forza lavoro globale –, i cui redditi si stima abbiano subito un crollo del 60 per cento nel primo mese della crisi.


Oltre un miliardo di abitanti dei quartieri poveri di tutto il mondo è fortemente a rischio a causa degli effetti del COVID-19, risentendo della mancanza di alloggi adeguati, dell’assenza di acqua corrente in casa, di servizi igienici ad uso comune, della scarsità o assenza di un sistema di gestione dei rifiuti, di trasporti pubblici sovraffollati e di un limitato accesso alle strutture sanitarie formali.


A subire l’impatto più pesante delle conseguenze della pandemia vi sono anche le donne e i bambini. L’interruzione dei servizi sanitari e di vaccinazione e l’accesso limitato ai servizi di alimentazione e nutrizione sono potenzialmente in grado di causare, nel 2020, centinaia di migliaia di nuovi decessi tra i bambini sotto i 5 anni e decine di migliaia di nuovi casi di mortalità materna. Molti Paesi hanno visto un’impennata delle denunce per violenza domestica contro donne e bambini.

La chiusura delle scuole ha tenuto lontano da esse il 90 per cento degli studenti di tutto il mondo (1,57 miliardi) e impedito a oltre 370 milioni di bambini di usufruire del servizio di refezione scolastica su cui fanno affidamento. L’inaccessibilità ai computer e a internet da casa mostra come l’apprendimento a distanza sia fuori dalla portata di molti. Circa 70 Paesi hanno riportato interruzioni da moderate a gravi o una sospensione totale dei servizi di vaccinazione pediatrici nei mesi di marzo e aprile 2020.



Con l’aumento del numero di famiglie in condizioni di estrema povertà, i bambini che vivono in comunità povere e svantaggiate vanno incontro a un rischio molto più elevato di sfruttamento minorile, matrimonio precoce e tratta di minori. Vi è il rischio concreto che i progressi compiuti a livello mondiale per contrastare il lavoro minorile possano risultare vanificati per la prima volta in 20 anni.

Il rapporto mostra, inoltre, come il cambiamento climatico stia avvenendo più velocemente del previsto. Il 2019 ha rappresentato il secondo anno più caldo della storia e la fine del decennio più caldo (2010-2019) mai registrato. Nel frattempo, l’acidificazione degli oceani accelera, la degradazione del suolo continua, un elevato numero di specie è a rischio estinzione e si confermano dominanti modelli di consumo e produzione non sostenibili.


Il rapporto annuale, frutto dello sforzo congiunto della comunità statistica globale, verrà presentato in occasione dell’inaugurazione dell’UN High-level Political Forum on Sustainable Development, durante il quale i leader di governo e dei vari comparti della società si riuniranno per delineare le strategie e le azioni volte a dare piena attuazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs). Il rapporto fornisce i dati fondamentali per indirizzare gli sforzi verso una solida ripresa.

Per scaricare il rapporto completo, clicca qui.



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