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Il mondo ha fame di sviluppo.



E' stata presentata ufficialmente la Campagna 070 promossa da varie organizzazione del Forum Terzo Settore.


La Campagna 070 chiede impegni concreti per destinare lo 0,70% del PIL alla cooperazione internazionale e allo sviluppo equo e sostenibile dei paesi impoveriti, nella convinzione che quest’impegno disciplinato dalla legge 125/2014 sia strategico e vantaggioso per tutti, non solo per i cittadini dei paesi più poveri, ma anche per le comunità più svantaggiate. Una prospettiva chiara da anni, da quando il 24 ottobre 1970 l’Italia ha firmato la risoluzione dell'Assemblea ONU che impegnava i paesi a destinare lo 0,70% del PIL alla cooperazione internazionale.


Attualmente nella legge di bilancio 2022 gli stanziamenti triennali per l’Assistenza pubblica allo sviluppo (APS) sono complessivamente di € 5.557.340.962 ed è da apprezzare che l’aumento di tali risorse sia definito fino al 2026. Questa prospettiva permetterebbe di garantire maggiore certezza nella programmazione, come da sempre richiesto dalle Ong, attraverso un impegno finanziario che consentirebbe all’Italia e ai soggetti pubblici e privati della cooperazione internazionale di essere maggiormente incisivi.

Per questo adesso gli obiettivi immediati della Campagna sono sensibilizzare e mobilitare ulteriormente la società civile e convincere quelli che convinti non lo sono, cioè buona parte dei politici italiani, ad aumentare ulteriormente le risorse dedicate agli aiuti allo sviluppo presentando una legge che impegni i futuri governi a destinare alla cooperazione lo 0,70 del PIL, come è già stato fatto da altri paesi europei.


La legge di bilancio 2022 e la Campagna 0,70 potrebbero invertire un trend che negli ultimi anni ha visto l'Italia registrare una progressiva riduzione delle risorse dedicate alla cooperazione internazionale che attualmente sono ferme allo 0.22% del PIL. Come confermano i più recenti dati OCSE, l’Italia ha dedicato alla cooperazione un impegno inferiore non solamente a quello di altri Paesi con i quali ci possiamo confrontare per dimensione economica e livelli di reddito, Germania, Regno Unito, Francia e Giappone, ma anche a quello di Paesi come Olanda, Norvegia e Svezia.