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Mozambico: a rischio la sicurezza alimentare

In Mozambico quasi tre milioni di persone sono allo stremo. La denuncia arriva dagli organismi della Chiesa portoghese impegnati nel sostegno alla popolazione del Paese dell'Africa australe. L'impegno delle ong per rilanciare l'agricoltura è la speranza per il riscatto di una intera economia che fatica a decollare.



"A due anni di distanza dal disastro naturale che ha colpito la regione settentrionale del Mozambico, la situazione continua ad essere drammatica, soprattutto in termini di sicurezza alimentare". L’allarme arriva da Oikos, Cáritas Portuguesa e ADPM, i tre organismi internazionali che stanno lavorando nelle province colpite dal ciclone Idai del 2019.


Il ciclone Ha devastato il Mozambico sommergendo interi villaggi e distruggendo quasi per intero la città portuale di Beira. Colpiti anche il Malawi e lo Zimbabwe. Il passaggio di Idai ha causato la morte di oltre un migliaio di persone. Sei settimane dopo, il Paese è stato colpito colpito dal ciclone Kenneth proveniente dalle isole Comore, nell'Oceano Indiano. Secondo il rapporto IPCC (l’organismo scientifico che passa in rassegna e valuta le più recenti informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche prodotte a livello mondiale per la comprensione dei cambiamenti climatici), realizzato con il Coordinamento del Segretariato dell'Onu, si stima che 2,9 milioni di persone in tutto il Paese sono a rischio alimentare,


Le organizzazioni umanitarie continuano a lavorare nelle aree più critiche sostenendo la ripresa del settore agricolo e il rilancio dell’economia delle comunità danneggiate. La priorità in questo momento è fornire alle famiglie condizioni che permettano loro di produrre e garantire il loro cibo. Sono state effettuate consegne di semi (mais, fagioli e sesamo) e materiali agricoli nella provincia di Sofala e sono stati creati anche diversi campi dimostrativi per insegnare nuove tecniche di coltivazione e potenziare l'efficienza produttiva. Grazie a questi interventi migliorerà anche la capacità di stoccaggio dei raccolti. Non verrà trascurato, infine, il servizio volto a migliorare le capacità locali di rispondere ai futuri impatti che i disastri naturali avranno proprio sulla sicurezza alimentare e sui mezzi di sussistenza.


Secondo il Pam (Programma alimentare mondiale), il Mozambico ha uno dei più alti tassi di malnutrizione cronica al mondo: ne soffre il 43% dei bambini al di sotto dei cinque anni. Anche Papa Francesco, in occasione del viaggio apostolico in Mozambico, Madagascar e Maurizio (4 - 10 settembre 2019) espresse la sua vicinanza e solidarietà alle comunità colpite Idai e Kenneth. Nel discorso alle autorità, al Palazzo “Ponta Vermelha” di Maputo, manifestò il suo rammarico per non aver potuto raggiungere i luoghi colpiti. “Ma voglio che sappiate che condivido la vostra angoscia, il vostro dolore e anche l'impegno della comunità cattolica nell'affrontare una così dura situazione" disse, aggiungendo che “in mezzo alla catastrofe e alla desolazione chiedo alla Provvidenza che non manchi la sollecitudine di tutti gli attori civili e sociali che, ponendo la persona al centro, siano in grado di promuovere la necessaria ricostruzione”.