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Morto in Mozambico padre Giocondo Pendin


Sono stati celebrati l' 11 marzo scorso nel cimitero di Michafutene, in Mozambico, i funerali di padre Giocondo Pendin, missionario comboniano originario di Vicenza, morto a causa del Covid.

Nato il 9 agosto del 1939, padre Giocondo proviene da una famiglia che conta otto fratelli, di cui una religiosa, la sorella Flavia, e quattro missionari comboniani: oltre a Giocondo fanno parte della congregazione la sorella Celina, e i fratelli gemelli Rinaldo e Sergio (morto in Messico nel 2013). Gli altri fratelli sono Galdino, Fedele e Bruno.


In un articolo pubblicato nel 2008 su Chiesa Viva, la rivista missionaria della Diocesi di Vicenza, proprio la sorella Flavia raccontava dell’esperienza in Mozambico di padre Giocondo, che “ha vissuto il difficile passaggio del Paese dalla situazione di colonia portoghese a quella dell’indipendenza, subendo anche la deprivazione di tutto da parte del comunismo“.


Padre Giocondo è stato “un martire mancato per poco”, ha scritto la sorella Flavia, in quanto “nel 1983 venne ferito gravemente. Una sera, appena finito di celebrare, entrarono alcuni rapinatori in cappella; uno gli sparò una pallottola che gli attraversò il collo. Cadde a terra in un lago di sangue. Il rapinatore spogliò la missione, poi, tornato in cappella, credendolo morto, gli tolse l’orologio dal polso e i sandali, gli fece uno sberleffo e se ne andò. Lui non era morto, ma finse di essere morto”. Dopo esser stato soccorso da un confratello, Silvano Bergamini, oggi residente nella comunità comboniana di Padova, padre Giocondo “rimase immobile per quasi un mese, poi iniziò a muovere le dita, quindi andò riacquistando gradualmente i movimenti fino a tornare a camminare, a scrivere e a lavorare. La pallottola, per fortuna, non aveva leso il midollo spinale (aveva solo contuso una vertebra del collo). Dopo ciò gli fu affidata la traduzione della Bibbia in lingua locale (la lingua Cindau) che lo impegnò nel lavoro per più di cinque anni”.


Anche noi di Mani Unite non dimenticheremo mai l'instancabile attività svolta in Mozambico al servizio dei più poveri da padre Giocondo, che abbiamo avuto l'onore di conoscere.